domenica, 29 novembre 2009


Al teatro di San Giacomo ‘La leggenda di Colapesce’


Cooperativa Teatrale Prometeo

 LAIVES. Oggi alle ore 17 - Nuovo Teatro di San Giacomo - all’interno della rassegna teatrale per ragazzi e famiglie “Prossima fermata teatro” è il turno della Cooperativa Teatrale Prometeo, padrona di casa della rassegna, che metterà in scena “La leggenda di Colapesce”. Lo spettacolo, recitato e cantato, si basa su una delle più importanti e note leggende del Sud. In scena Michele Comite, Irene Mercorelli, Flora Sarrubbo, Dario Spadon, musiche originali di Marcello Fera, testo e regia Dario Spadon.

 

LA LEGGENDA DI COLAPESCE - Compagnia Teatro Prometeo

 

 

Agatina è la moglie di un povero pescatore. Dopo lunghi anni di attesa finalmente nasce un figlio, frutto di una magia che lo condurrà ad amare intensamente il mare, tanto da poterci nuotare come un pesce. Colapesce, così si chiama il ragazzo, visiterà regni meravigliosi e ne porterà il racconto ai suoi amici, riuscirà a sconfiggere la terribile tempesta scatenata da Cariddi e sarà amico di tutti i marinai. La fama di questo giovane coraggioso arriverà fino al Re che lo vorrà dare in sposa a sua figlia. Ma Colapesce incontrerà una sirena…

 

Lo spettacolo, recitato e cantato, si basa su una delle più importanti e note leggende del meridione d’Italia, della quale esistono decine di versioni. In alcune di queste si narra di Colapesce che rimarrà sul fondo del mare a reggere una delle tre colonne che sorreggono la Sicilia, quella spezzata.

 

 

Ingresso 5 Euro | Utenti SASA 4 Euro

 

 

Vi aspettiamo come sempre numerosi domenica 29 novembre alle ore 17.00 al Nuovo Teatro di San Giacomo!!

 

Il vostro Teatro Prometeo



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domenica, 29 novembre 2009

La festa dello sport per dire grazie ai tanti campioni


festa dello sport

 LAIVES. La festa dello sport, organizzata dall’assessore Bruno Ceschini venerdì sera nel teatro di San Giacomo, è stata soprattutto la festa degli atleti più giovani, quelli ai quali è affidato il compito di tenere alto il vessillo comunale in futuro. A distribuire diplomi per quelli che si sono distinti particolarmente c’era nientemeno che Tania Cagnotto, grande esempio di sportività.
 Sul palco, come presentatrice accanto a Ceschini e al sindaco Polonioli, anche Luana Frasnelli, che pure ha preso parte alle Olimpiadi invernali come portiere della squadra di hockey azzurra. Sala strapiena, l’altra sera, ed entusiasmo alle stelle per ogni chiamata sul palcoscenico dove ha sfilato tutto il panorama sportivo comunale, tra nuoto, arti marziali, pallavolo, ciclismo, calcio, pallavolo ed anche ballo.
 Si è «scoperto» così che Laives ospita anche qualche campione di caratura mondiale, come Greta Ferrari e Sonia Grando, laureatesi campionesse a Vancouver, in Canada, durante il Balletto Dance World 2008, oppure l’inossidabile Friedl Raffeiner, vincitore dei campionati di sci, categoria Master 55/60. Campioni italiani sono anche da poco Daniela Bernardi e Corrado Rossi per la danza sportiva, specialità ballo latino, mentre Iulia Kompatscher, 14 anni, è stata convocata in nazionale juniores di pallavolo per un provino.
 Queste eccellenze - che sono solo l’avanguardia di un esercito di giovani talenti sportivi in crescita - debbono molto ovviamente anche a coloro che tanto hanno lavorato per prepararli e allenarli e così, menzioni speciali anche a Renzo ed Ernesto Gerolimon, che hanno passato quarant’anni nella Polisportiva Pineta. La pallavolo invece porta le firme di Bruno Mosna, Adriano Franceschini, Ivan Franceschini, Franco Battisti e Angelo Anesin, 20 anni di attività ognuno e ancora, per il settore calcio, menzione ad Hanspeter Priller, allenatore di diverse società locali fin dal 1987 e ad Ernesto Bussi, pure nel calcio locale da oltre vent’anni. La pattuglia del motociclismo, in particolare il motocross, è nutrita e vede insieme da vent’anni, Giuseppe Comper, Marco Casagrande, Daniel Tamanini, Marina Munerato, Bruna e Franco Manzana. Infine, menzione anche per il maestro di judo Toni Dalsass, da quarant’anni alla guida dello Judo club Laives. (b.c.)

Alto Adige 29-11-09

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domenica, 29 novembre 2009


Inaugurato il mercatino della solidarietà


mercatino della solidarietà

 E’ stato inaugurato ieri mattina dall’assessore comunale Patrizia Trincanato, e da Michela Trentini e Tullia Diamanti dell’Ufficio comunale pianificazione sociale, il mercatino della solidarietà, con stand di 26 associazioni di volontariato, laboratori protetti e cooperative sociali fra piazza del Grano, via Argentieri e via della Mostra. In vendita oggetti realizzati in gran parte da volontari.

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domenica, 29 novembre 2009


«Scuola europea, ci proviamo noi»

Le Marcelline presentano domanda al ministero: siamo già plurilingui


scuola europea

 BOLZANO. Scuola europea, le Marcelline ci provano. L’istituto che offre un percorso di istruzione dalle materne al liceo linguistico europeo internazionale ha iniziato la procedura per diventare Scuola europea. L’Istituto Marcelline, che ha avuto ieri la propria giornata delle porte aperte, è stata una delle prime realtà altoatesine a introdurre l’insegnamento veicolare delle lingue.
 Dopo dieci anni di insegnamento veicolare «siamo pronti a fare un passo avanti», spiegano Maria Cristina Santuari (dirigente dell’istituto comprensivo) e Antonella Biancofiore (dirigente del liceo). L’offerta plurilingue della scuola europea sembra «lo sbocco perfetto». Da poco più di un anno è cambiata la normativa sulle scuole europee, autorizzate anche in città prive di uffici Ue. Qualche settimana fa le due dirigenti scolastiche si sono recate al ministero degli Affari esteri per presentare la dichiarazione di interesse: «E’ solo l’inizio di un lungo e complicato percorso per diventare scuola europea: il nostro istituto sarebbe perfetto, perché offre un ciclo completo a partire dalla scuola dell’infanzia». Un ruolo importante dovrebbe essere svolto dalla Provincia e le due dirigenti scolastiche ricordano che «l’assessore Barbara Repetto è interessata a questa opportunità». La scuola europea a Bolzano è uno dei sogni di Barbara Repetto, che in giugno approfittò di un impegno all’Unione europea per organizzare una visita di Luis Durnwalder al campus della scuola europea di Bruxelles. Le dichiarazioni del presidente provinciale all’epoca furono più fredde che incoraggianti, ma all’Istituto Marcelline hanno comunque avviato i loro passi con il ministero: «Presenteremo un progetto, perché dovremmo iniziare con una singola classe o con un grado scolastico, la normativa lo consente».
 In fondo, spiegano, la loro scuola è già plurilingue. Dopo l’approccio ludico delle materne, alle elementari si entra nel vivo dell’insegnamento veicolare con 10 ore alla settimana di tedesco e 4 di inglese, parte delle quali «di lingua» e il resto matematica, informatica e altre materie scientifiche in tedesco, educazione motoria e musicale in inglese. Alle medie intrecci di lingue per studiare storia, letteratura e geografia: ad ogni lingua corrisponde l’approfondimento delle materie di quell’area geografica (in tedesco ci si concentra sul mondo germanofono e così via). Al liceo linguistico si passa al tedesco, inglese, francese, spagnolo, russo e latino. La scuola pubblica, accanto alle esperienze alle materne, offre oggi l’insegnamento veicolare alle elementari in alcune classi dei centri principali e pochi esempi alle medie.
 Alle Marcelline c’è attesa anche per il progetto da 13 milioni di ristrutturazione dell’istituto. I contatti con la Provincia sono già stati avviati, «ma non c’è alcun impegno», racconta Antonella Biancofiore, «La scuola è più che decorosa, ma ha bisogno di un rinnovo radicale». Centinaia di persone hanno partecipato alle porte aperte. Tra i momenti clou la visita del vescovo Karl Golser con don Luigi Cassaro, direttore dell’Ufficio scuola della diocesi. Ieri era la giornata della scuola cattolica, con attenzione al tema del finanziamento alla scuola paritaria.

Alto Adige 29-11-09

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domenica, 29 novembre 2009


La catastrofe del tedesco e nessun si muove


catastrofe linguistica


Un ampio studio dell’Eurac ha mostrato di recente lo scarso livello di conoscenza della seconda lingua fra gli studenti del quarto anno delle scuole superiori. I politici hanno reagito solo con qualche dichiarazione generica. Eppure avrebbero avuto molti elementi su cui riflettere. Mi limito a due esempi. Da destra e da sinistra si è proposto per anni di riconoscere automaticamente il patentino di tipo B a tutti gli studenti che superano gli esami di maturità. La ricerca dell’Eurac dimostra ora tutta la superficialità e la demagogia della richiesta: non più del trenta per cento degli studenti (di lingua italiana e tedesca) riesce a superare un test che riproduce la prova scritta del patentino B. Si aggiunga che l’Eurac, per ragioni di tempo, non ha sottoposto gli studenti anche alla prova orale prevista dal patentino: se l’avesse fatto, i promossi sarebbero stati ancora meno. Eppure nessun politico si è sentito in dovere di riconoscere di aver fatto per anni una «proposta indecente». La ricerca dell’Eurac ha rivelato inoltre che solo il cinque per cento degli studenti italiani (contro il 67 per cento dei tedeschi) usa la seconda lingua negli incontri con i coetanei dell’altro gruppo. Anche se non imprevedibile, questo dato è davvero impressionante. Mostra che per quasi tutti gli studenti italiani la lingua tedesca è poco più che una lingua morta. Serve a scuola per rispondere alle domande dell’insegnante di tedesco. Serve per superare l’odiato patentino. Ma non serve nella vita: nemmeno per parlare con i ragazzi tedeschi della stessa età!
 Di fronte a tale catastrofe, non si dovrebbero suonare le campane a martello? Non dovrebbe la Giunta provinciale chiudersi in clausura (coi telefonini spenti) per un mese intero, assieme ai migliori specialisti del mondo, per trovare rimedi? E non dovrebbe mobilitarsi anche tutta la società civile: scuola, sindacati, imprenditori, parrocchie, associazionismo culturale e sportivo? Schützen, Bauernbund, pompieri volontari e gruppi femministi compresi?

Alto Adige 29-11-09

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categoria:cultura
domenica, 29 novembre 2009


Ma perché continuano a cavalcare l’oltranzismo?


oltranzismo?

 Sembrerebbe impossibile tanta ostinazione nella cecità manifestata da una certa politica locale che vuole negare l’evidenza del fatto che è necessaria la convivenza per non rischiare un “lento suicidio”. D’altra parte, però, come non considerare il fatto che rinunciare a cavalcare l’estremismo e l’oltranzismo significherebbe per i capi di tali movimenti rinunciare a calcare le scene e privarsi dei relativi privilegi, tornando nella “pochezza” del loro quotidiano.
 Dobbiamo però formulare un’inevitabile domanda: è proprio così sicuro che il temuto e tanto aborrito “inquinamento” del sacro mondo sudtirolese sarà opera di noi, pacifici concittadini italiani, fratelli in Cristo, e che non avverrà invece, più o meno lentamente, ad opera di dieci o cento etnie, le più diverse, provenienti dai più lontani angoli della terra?
 Perché non riflettere seriamente su questa considerazione e perché invece rifiutarsi di capire che questo processo di “integrazione” pressoché universale è una cosa ormai “inarrestabile”? Volendo tentare di buttare la cosa sul faceto, diciamoci allora: chissà se di questo passo, per accontentare i potenti della politica sudtirolese, anche le malattie, gli incidenti, la morte e il mondo dell’Aldilà, prima di entrare nell’autonomo “Südtirol” si dovranno preoccupare di accertare se stanno rispettando le “regole” e cioè l’applicazione scrupolosa del bi-trilinguismo e soprattutto della proporzionale!

Giovanni Calcagno BOLZANO
Alto Adige 29-11-09
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categoria:cultura
domenica, 29 novembre 2009


Torna Eurostar, ma di sola andata


treno di sola andata

A pagare il convoglio dovrebbero essere le due province autonome. Costo dell’operazione? 1,5 milioni

 BOLZANO. L’Eurostar? Probabilmente sarà ripristinato, ma per la sola andata: un diretto verso Roma, un «treno dell’autonomia» visto che a pagarlo saranno le due Province, Trento e Bolzano. Sempre che si mettano d’accordo, tra di loro e con i vertici di Trenitalia.
 «A giorni dovremmo ricevere una proposta ufficiale di Trenitalia per la riattivazione del collegamento diretto su Roma. A quel punto, ovviamente, la valuteremo», spiega l’assessore provinciale ai trasporti del Trentino, Alberto Pacher.
 La questione è nota: la soppressione della coppia di Eurostar da e per Roma aveva provocato un’ondata di proteste in tutta la regione: per raggiungere la capitale intreno da Bolzano, infatti, ora è necessario organizzare un viaggio spezzatino. Mauro Moretti, amministratore delegato del gruppo Fs, era stato chiaro in proposito: «Non possiamo più permetterci il lusso di treni a bassa redditività, se Bolzano e Trento li vogliono, che se li comprino».
 Detto, fatto. Ma un po’ più ad est: è di ieri, infatti, la notizia che il Friuli Venezia Giulia ha iscritto a bilancio tre milioni di euro per garantirsi i collegamenti ferroviari con Roma e Milano. Così vanno le cose, adesso: chi se lo può permettere, si compra una tratta, gli altri si arrangino. E’ un anno che se ne parla, in regione, ma ancora nulla si è mosso e il nuovo orario invernale - 13 dicembre - è ormai alle porte.
 Trento, per così dire, si accontenterebbe... di una sola andata, come spiega lo stesso Alberto Pacher: «Per il ritorno da Roma non ci sono problemi, i collegamenti non mancano. Ci sono sei corse, con sosta a Bologna o Verona. Quello che a noi manca è un treno verso la capitale che costituisca una reale alternativa all’aereoporto. Quindi, per capirci, che arrivi a Roma entro le 10 del mattino».
 Sì, insomma: serve una «fascia oraria convincente». E quanto costerebbe? Voci di corridoio parlano di una cifra annua attorno al milione e mezzo di euro, per un Bolzano-Trento-Roma di sola andata, sei giorni su sette alla settimana. E Bolzano? L’assessore ai trasporti Thomas Widmann pare fosse molto scettico sulla «congruità» della cifra ventilata.
 La questione, dunque, rimane aperta. E una soluzione non può che passare da un accordo fra le due province autonome.

Alto Adige 29-11-09

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categoria:ferrovia
sabato, 28 novembre 2009







Science for peace
 

Il progetto "Science for peace", nato su iniziativa di Umberto Veronesi, si pone come obiettivo la nascita di un grande movimento per la pace alla cui guida vede impegnato il mondo della scienza. Scienziati e premi Nobel hanno risposto all'appello varato con un importante convegno di due giorni tenutosi a Milano nell'ultimo fine settimana. Erano presenti molti esperti del mondo scientifico internazionale e personalità rilevanti del mondo della cultura e della pace. A cavallo dei due una persona a noi molto cara : Piero GIORGI, che ha, tra l'altro, rilasciato la seguente intervista: http://www.avoicomu nicare.it/ blogpost/ le-opinioni- dei-presenti- alla-conferenza- mondiale- di-science- peace

Per conoscere meglio la galassia degli interventi previsti, consultare il sito http://www.fondazio neveronesi. it/pagina. php?id=30&nome=Science% 20for%20Peace
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categoria:salute
sabato, 28 novembre 2009

Lipsia 1989: Nonviolenti contro il Muro



Lipsia 1989: Nonviolenti contro il Muro

Sabato 28 novembre 2009, ore 11.00
Libreria Kolibri, via della Rena 17 - Bolzano
Paola Rosà
presenta il suo nuovo libro
Lipsia 1989: Nonviolenti contro il Muro


Ingresso libero

A 20 anni dalla caduta del muro di Berlino, questo è il primo libro
italiano che ricostruisce, con documenti di prima mano e dando voce agli
stessi protagonisti, l'appassionante storia dei movimento pacifisti e
nonviolenti, cresciuti nelle Chiese evangeliche della Germania
comunista, e il cui centro era Lipsia, che furono determinanti con le
loro manifestazioni, diventate poi imponenti, nella caduta del Muro
senza spargimento di sangue.

Tra repressione e conformismo, ambiguità e solitari atti di coraggio,
questo libro accompagna il germogliare e il crescere della rivoluzione
anti-regime sin dai primi volantini di protesta contro i sovietici negli
anni Cinquanta e lungo una miriade di piccoli grandi gesti che
costellano i quarant'anni di esistenza della Germania comunista.

Paola Rosà si è diplomata in inglese e tedesco alla Scuola superiore per
interpreti e traduttori dell'università di Trieste e si è laureata in
Scienze politiche a Firenze. Giornalista free-lance, traduttrice,
scrittrice, ha lavorato per il quotidiano l'Adige e la Rai. Nel 2003 ha
ideato e diretto il documentario Un rabbino per la pace trasmesso su
RaiTre. Ha pubblicato per Il Margine Willi Graf. Con la Rosa Bianca
contro Hitler (2008) e ha tradotto e curato Carl Dallago Il grande
Segantini. Scritti scelti (2008).
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categoria:letture
sabato, 28 novembre 2009


A San Giacomo e a Bolzano canta un coro bergamasco


 BOLZANO. Si caratterizza come una formazione decisamente originale il Complesso Polifonico vocale & strumentale Legictimae Suspicionis di Bergamo, che terrà, nell’ambito della programmazione dell’Istituto musicale Vivaldi, un concerto questa sera alle 20.30 al Nuovo Teatro di San Giacomo e che si esibirà anche domani alla messa delle ore 11 nella Chiesa di Don Bosco. La denominazione del gruppo (del “legittimo sospetto”) è stata scelta per sottolineare il culto della ricerca proprio della formazione.


Alto Adige 28-11-09


Legictimae Suspicionis


Il Complesso Polifonico vocale & strumentale Legictimae Suspicionis nasce da diverse esperienze precedenti (studenti ed ex studenti della scuola secondaria, allievi di Pianoforte o altre discipline musicali, semplici appassionati, cantori in altre realtà locali), riassunte in un percorso nuovo che punta ad un organico stabile, misto e versatile, capace di aderire senza alcuna preclusione alle più svariate sperimentazioni del fenomeno musicale, con organici adeguati allo stile e alla resa ottimale delle esecuzioni.

La denominazione del gruppo (del legittimo sospetto), lascia intendere il culto della ricerca, caratterizzato da un organico giovane ed elastico, abituato allo studio e di conseguenza rapido nel cambiare atteggiamento verso il fenomeno musicale in genere.

Il coro è associato all’U.S.C.I. - Unione Società Corali Italiane - di Bergamo e alla Fe.N.I.A.R.Co. - Federazione Nazionale Italiana delle Associazioni Regionali Corali - della Lombardia.

Attualmente l’organico è di una trentina di elementi, supportati all’occorrenza da professori d’orchestra e collaborazioni specialistiche, come con la vocalista Rita Scarsi, circa la Tecnica Vocale lirica e moderna.



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sabato, 28 novembre 2009


Tirolo senza maschera Torna la satira feroce firmata da Carl Techet


Carl Techet

Approda in questi giorni in libreria l’edizione bilingue (tedesco-italiano con testo a fronte) della più spietata e «maledetta» satira mai scritta sul Tirolo e i Tirolesi.
 Uscito cent’anni fa nel solenne anno hoferiano del 1909, il libretto «Fern von Europa: Tirol ohne Maske» (Lontano dall’Europa: Tirolo senza maschera) suscitò all’epoca un clamoroso scandalo politico perché aggrediva tutti i fondamenti del patriottismo tirolese. All’autore, il viennese Carl Techet, insegnante di scienze alla Realschule di Kufstein, non bastò essersi celato dietro lo pseudonimo dal sapore tirolese di «Sepp Schluiferer», dato che sulle sue tracce fu messa persino un’agenzia di investigazioni. Poco prima di essere “scoperto”, si mise in salvo a Monaco di Baviera. Fu trasferito per punizione in Moravia. Il libro ebbe un certo successo in Austria e Germania ma scomparve dalle librerie dell’«Heiliges Land». Per avere un’idea del clima infuocato che si accese intorno al libretto e al suo autore, bastano i toni della “recensione” che gli dedicò la rivista «Tiroler Wastl»: «Cada la mano a chiunque offra a questo schifoso anche solo un pezzo di pane o una goccia d’acqua e venga premiato chi ucciderà questo mostro».
Dall’introduzione storica al libro, curata dallo storico altoatesino Carlo Romeo - fresco, tra l’altro, di un altro interessante libretto su Andreas Hofer - riportiamo una sintesi che ricostruisce il contesto ideologico del primo ’900 in cui si inserì polemicamente la satira. Sull’altra pagina, su gentile concessione dell’editore Raetia di Bolzano, pubblichiamo un racconto integrale di Carl Techet dal titolo «La conversione degli infedeli a Brunico».
 L’intera operazione è una vera novità per il panorama dell’editoria locale e sarà interessante vedere la reazione del pubblico e verificare se, a distanza di un secolo, la satira di Techet riesce a mordere ancora.
(m.f.)

Alto Adige 28-11-09
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sabato, 28 novembre 2009


«Bisogna saper integrare e non cercare di segregare famiglie e bimbi stranieri»



Monito dell’assessore provinciale Kasslatter Mur in occasione dell’inaugurazione del nuovo asilo tedesco

MASSIMILIANO BONA


SALORNO. «Gli immigrati devono essere integrati e non segregati. E la direttrice Beatrix Aigner ha fatto bene ad inviare una lettera in arabo ai genitori della scuola materna di Salorno». L’assessore provinciale Kasslatter Mur lancia un messaggio positivo nel giorno dell’inaugurazione del nuovo asilo. «Un allievo su tre è straniero».
 Sabina Kasslatter Mur risponderà nei prossimi giorni ad un’interrogazione dei Freiheitlichen, che chiedono di fissare rigide linea per evitare che i ritardi di conoscenza del tedesco da parte dei bambini immigrati rallentino l’apprendimento dei bimbi del posto. Agli esponenti della Bassa Atesina del partito di Pius Leinter non è piaciuto in particolare che la direttrice delle scuole materne della Bassa Atesina Beatrix Aigner abbia esortato in una lettera le famiglie di origine araba «a non insegnare in casa le lingue del paese ospitante, ma quella del paese d’origine».
 L’assessore provinciale alla scuola e alla cultura in lingua tedesca ribatte sottolineando come, proprio Salorno, potrebbe rivelarsi un esempio in termini di integrazione. «A patto che entrambe le parti in causa dimostrino rispetto e tolleranza». La Kasslatter Mur ritiene che l’approccio migliore non sia quello multietnico o multiculturale, ma sottolinea come la conoscenza di più lingue debba considerarsi un arricchimento. «Il primo passo, tanto per le famiglie straniere quanto per quelle locali, è la buona conoscenza della lingua del propria paese, della propria cultura e delle proprie radici. Il secondo passo è l’apertura alle altre lingue e ciò deve avvenire, evidentemente, già in tenera età». E Salorno, proprio in considerazione della massiccia presenza di immigrati (20% dei residenti), potrebbe diventare una sorta di laboratorio, un modello da imitare per altre realtà limitrofe, dove non c’è la stessa “apertura“ o “vocazione ad accogliere“ gli stranieri.
 La Kasslatter Mur sottolinea come lo scopo di quella circolare in arabo fosse anche quello di avvicinare le madri dei ragazzi, in modo tale da favorirne l’integrazione. «Spesso, in Alto Adige, nelle famiglie straniere padri e figli conoscono italiano e tedesco, o almeno una delle due lingue, mentre le mamme, che trascorrono la maggior parte del tempo a casa, non conoscono nemmeno le nozioni più elementari. Dobbiamo avvicinare queste donne ai centri linguistici e partire, se necessario, dai corsi di alfabetizzazione».
 Questa mattina a Salorno, in occasione dell’attesa inaugurazione del nuovo asilo tedesco, ci sarà la possibilità di confrontarsi. E di parlare in più lingue. «E di integrazione», ribadisce Sabina Kasslatter Mur.

Alto Adige 28-11-09
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sabato, 28 novembre 2009


Pressing in Provincia Si punta ad evitare la chiusura del nido



EZIO DANIELI


LAIVES. O si trova un numero adeguato di bambini o rischia di chiudere l’asilo nido in zona produttiva sud aperto nel 2005 grazie alla disponibilità della ex Seeber. Il segretario provinciale Femca Sgb/Cisl, Maurizio Albrigo, verificate le difficoltà (finanziarie) dei Comuni di Laives e Bronzolo (il sindaco Zito continua comunque ad attivarsi per verificare ogni possibile contributo), ha preso carta e penna e proprio ieri ha inviato una lettera all’assessore provinciale Barbara Repetto che proprio l’altro giorno, attraverso il nostro giornale, ha manifestato sia interesse che disponibilità a trovare una soluzione per evitare la chiusura dell’asilo nido interaziendale (foto).
 Si tratta di una struttura - destinata a bambini da 0 a 11 anni - il cui progetto iniziale prevedeva un nuovo edificio con la mensa interaziendale e annessa casa del bambino.
 Dopo 5 anni di servizio (apprezzato) c’è il rischio di chiusura dell’asilo nido. «Il tutto ruota - secondo Maurizio Albrigo, segretario provinciale Femca Sgb/Cisl - attorno alla tematica dei costi, in quanto, oggi i bambini presenti sono 6 della Roechling, e si prospettano altri 6 del comune di Ora, troppo pochi per mantenere i costi di gestione, in quanto per mantenere la linea di equilibrio economico abbisogna di almeno 20 bambini. Per mantenere la struttura con una decina di bimbi, i costi salirebbero a 12 euro l’ora, il che significa un aumento del 40 per cento del costo attuale, che verrebbe spalmato fra azienda, famiglia e Provincia».
 I bambini ospiti della struttura sono d’età compresa dai 3 mesi agli 11 anni e vengono assistiti da operatrici con il diploma di assistente all’infanzia e Tagesmutter. La «Casa del bambino» che ha la sede presso lo stabilimento della Röchling è aperta tutto l’anno con orari flessibili. Si tratta di un progetto sostenuto dalla Provincia, Ufficio Innovazione, ricerca e sviluppo. I costi del servizio vengono ripartiti in parti uguali dalla Provincia, dalle aziende e dai genitori. Il servizio è offerto anche a genitori che non lavorano in aziende convenzionate. Sarebbe un guaio se dovesse interrompersi.

Alto Adige 28-11-09

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categoria:sociale
sabato, 28 novembre 2009


Protesi dentarie: i pazienti non sono affatto informati


protesi dentarie

I rischi per la salute che ci arrivano dalla Cina


Tutti noi ben sappiamo quanto sia importante, nel campo degli interventi del dentista, poter contare su protesi dentarie di qualità che diano delle concrete garanzie ai pazienti asicurando così la salute della bocca e dell’organismo. In questo delicato settore l’Alto Adige per tradizione all’avanguardia come costante ricerca, applicazione delle tecniche costruttive, apparecchiature avanzate, utilizzo da parte degli odontotecnici seri e professionali di materie prime controllate, certificate e al top degli standard europei di qualità.
 Ebbene, da qualche tempo a questa parte, va registrato nel settore un fenomeno e una realtà che non possono non preoccupare l’opinione pubblica e, ovviamente, le autorità sanitarie di controllo. E cioè che vengono installate - all’insaputa dei pazienti - delle protesi dentarie fuori norma che provengono dalla Cina! Come dire che la concorrenza sleale è arrivata anche negli studi dentistici! Insomma, in bocca ai cittadini che vanno dal dentista finiscono protesi che non rispondono affatto, come impiego di materiali e metodi costruttivi, alle più elementari norme di sicurezza della salute.
 Questo grido d’allarme ci arriva dall’azien da altoatesina Bio Dental di Bolzano, il più grande e qualificato laboratorio odontotecnico non solo dell’Alto Adige, ma addirittura del Triveneto.
 In altre parole i professionisti di Bio Dental si prefiggono l’obiettivo d’informare e allertare i pazienti sui pericoli derivanti da una voluta non-informazione in un settore delicatissimo e importante per la nostra salute e la stessa qualità della vita. Quando infatti si riceve una protesi dentaria, sarebbe d’obbligo da parte del dentista di consegnare ai pazienti una «dichiarazione ufficiale di conformità» che attesti l’origine della protesi stessa, i suoi requisiti, il fabbricante con relativo numero d’iscrizione al Ministero della Salute nell’apposito Albo dei costruttori di protesi in campo odontotecnico.
 Da sottolineare il fatto che questi prodotti Made in China, per la loro stessa natura e origine, non osservano le norme nè di sicurezza, nè della proceduta di produzione europea. E’ invece estremamente importante per la salute poter contare su protesi garantite come qualità di fabbricazione e utilizzo di materie prime (per esempio ceramiche e leghe speciali).
 La Bio Dental, grazie ad una esperienza consolidata e la presenza trentennale sul territorio - dovuta alla sinergia dal 2001 di tre importanti realtà professionali - garantisce al dentista e ai pazienti protesi dentarie di alta qualità mantenendo inalterati i costi.
 Un aspetto curioso è che la Provincia - che come è noto sovvenziona le protesi dentarie - non richiede ancora la dichiarazione di conformità come documento essenziale per l’erogazione del contributo previsto. Da tener ben presente che i pazienti hanno il diritto ad essere informati e di chiedere al proprio dentista quella specie di «Libretto del prodotto» con indicati il nome del fabbricante, le caratteristiche e la natura dei materiali impiegati.

Alto Adige 27-11-09
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categoria:salute
venerdì, 27 novembre 2009






Comune di Laives   

COMUNICAZIONI ISTITUZIONALI

4° reggimento Aviazione Esercito "ALTAIR": attivitá operativo-addestrativa fino al 12 dicembre p.v.



4° reggimento Aviazione Esercito "ALTAIR": attivitá operativo-addestrativa fino al 12 dicembre p.v.

Fino al 12 dicembre p.v. il 4° reggimento Aviazione Esercito "ALTAIR" effettuerá  con l'impiego di elicotteri un'attivitá operativo-addestrativa che interesserá le aree circostanti l'aeroporto stesso e le zone montane limitrofe.

L'attivitá, rivolta principalmente all'addestramento del personale di prossimo impiego in operazioni all'estero, verrá effettuata sia di giorno che di notte senza eccedere le ore 20:30.


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categoria:aereoporto san giacomo
venerdì, 27 novembre 2009


 

LA LEGGENDA DI COLAPESCE



 

“PROSSIMA FERMATA: TEATRO”

Per ragazzi e famiglie

 

Terzo appuntamento!

 
 

Domenica 29 novembre alle ore 17.00

al Nuovo Teatro di San Giacomo, via Maso Hilber 5 (con ampio parcheggio)

 

 

la Cooperativa Teatrale Prometeo presenta una sua produzione:

 

LA LEGGENDA DI COLAPESCE

 

- Spettacolo per attori e musiche di mare -

con

Michele Comite

Flora Sarrubbo

Irene Mercorelli

Dario Spadon

 Musiche originali di Marcello Fera

Testo e regia: Dario Spadon

  

LA LEGGENDA DI COLAPESCE - Compagnia Teatro Prometeo

 

Agatina è la moglie di un povero pescatore. Dopo lunghi anni di attesa finalmente nasce un figlio, frutto di una magia che lo condurrà ad amare intensamente il mare, tanto da poterci nuotare come un pesce. Colapesce, così si chiama il ragazzo, visiterà regni meravigliosi e ne porterà il racconto ai suoi amici, riuscirà a sconfiggere la terribile tempesta scatenata da Cariddi e sarà amico di tutti i marinai. La fama di questo giovane coraggioso arriverà fino al Re che lo vorrà dare in sposa a sua figlia. Ma Colapesce incontrerà una sirena…

Lo spettacolo, recitato e cantato, si basa su una delle più importanti e note leggende del meridione d’Italia, della quale esistono decine di versioni. In alcune di queste si narra di Colapesce che rimarrà sul fondo del mare a reggere una delle tre colonne che sorreggono la Sicilia, quella spezzata.

 

Ingresso 5 Euro | Utenti SASA 4 Euro

 

 

Vi aspettiamo come sempre numerosi domenica 29 novembre alle ore 17.00 al Nuovo Teatro di San Giacomo!!

 

Il vostro Teatro Prometeo


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venerdì, 27 novembre 2009


Il cerchio narrativo Torna il vecchio filò e diventa un libro





CARLA SPILLER

Èuscito nei giorni scorsi «Nottetempo - Storie di vita nel cerchio narrativo», scritto da Luciano Casagrande e Ferdinando Raffaelli ed edito da Travenbooks. Luciano Casagrande e Ferdinando Raffaelli sono da alcuni anni gli animatori di cerchi narrativi a Bolzano, cioè della pratica della narrazione di sé e di ascolto della narrazione altrui. L’esperienza di riunirsi in gruppo per ascoltare delle storie e raccontarle, comune a molte società umane, è andata via via scomparendo con l’affermarsi dell’informazione diffusa dai nuovi mass-media. Oggi, anche se viviamo in una società molto diversa, non sono cambiati però i bisogni fondamentali degli individui. Tra questi quello di essere ascoltati e di comunicare la propria esperienza.
Per dare una risposta a questo bisogno di ascolto e di relazione gli autori del libro hanno dato vita a Bolzano con anziani e bambini ad alcuni cerchi narrativi, secondo gli insegnamenti e l’esperienza di Franco Lorenzoni, maestro romano che per primo ha proposto questo tipo di pratica.
I risultati di questo tipo di esperimento vengono ora proposti nel testo “Nottetempo”. Per saperne di più ne abbiamo parlato con gli autori.
Come è nata l’idea di questo libro?
Casagrande: «Prima è nata l’idea del cerchio narrativo. Sulla base di quanto già proposto in altre sedi da Franco Lorenzoni, abbiamo provato a creare dei momenti in cui gruppi di anziani e di bambini, separatamente all’inizio, si raccontavano le loro storie di vita, indotte da uno spunto che veniva dato da noi. Io seguivo più la parte dei bambini, mentre insieme a Ferdinando gestivamo il gruppo degli anziani. Successivamente abbiamo dato vita ad un momento di incontro fra gli anziani ed i bambini, dando ad entrambi insieme il tempo di narrarsi le loro grandi e piccole vicende di vita. Questa è stata l’idea iniziale. In un secondo tempo, avendo registrato e raccolto molto materiale, abbiamo pensato di fare un libro. E dopo il libro, il primo cerchio narrativo con bambini e anziani è diventato anche uno spettacolo teatrale che è stato rappresentato al Teatro Cristallo».
Avete dunque il merito di aver portato a Bolzano il “cerchio narrativo “, che avete imparato da Lorenzoni.
Raffaelli: «La collaborazione fra me e Luciano nasce dal fatto che abbiamo frequentato insieme alcuni stage di teatro e soprattutto di teatro-natura. Il cerchio narrativo non è teatro vero e proprio, però Lorenzoni sostiene che la narrazione di sé è il grado zero del teatro. Non ci sarebbe teatro senza questo desiderio insito nell’uomo di narrare e di ascoltare, che ne ha bisogno come dell’aria che respira. L’attività di mettersi in gruppo e narrare delle storie è antichissima. Questa è la base del nostro lavoro. Credo che anche oggi permanga questo grande bisogno. Non è un caso che nella nostra società ci sia una moltiplicazione infinita di storie, parlo delle fiction della televisione ad esempio, che tanto successo riscuotono. Solo la presa di coscienza della propria storia, del proprio percorso, del proprio tragitto, attraverso la narrazione di se stessi, può salvarci dal caos che è la realtà che ci circonda. Ogni storia ha una forza dentro che ci interessa e ci interpella. E’ un meccanismo se vogliamo anche un po’ misterioso, ma la mente ha bisogno di narrare, vale a dire comunicare la propria esperienza attraverso il linguaggio. Lorenzoni, che ha iniziato con questo tipo di attività all’inizio degli anni’70, sostiene che sia anche un modo per abbattere il muro dell’indifferenza, del sospetto, della non-comunicazione. Da queste premesse e dall’esperienza del fare teatro abbiamo attinto gli strumenti per organizzare il cerchio narrativo a Bolzano».
Quando avete iniziato con questi tipo di esperienza qui a Bolzano?
Raffaelli: «Nell’anno scolastico 2006-2007. I servizi sociali per anziani sono attivi durante l’anno scolastico, mentre nel periodo estivo sono impegnati ad organizzare le vacanze. Abbiamo fatto quindi un parallelo fra scuola e mondo dell’associazionismo degli anziani. Noi abbiamo lavorato con anziani autosufficienti, che non si trovavano in strutture e che sceglievano liberamente di partecipare a questo tipo di esperienza, con una forte motivazione anche».
Qual è stata la reazione di anziani e bambini?
Casagrande: «Gli anziani non credevano in se stessi. All’inizio ci chiedevano: “Cosa abbiamo da raccontare? Chi può essere interessato alle nostre storie? Sono storie di vita normale“. Quando si leggono le storie invece ci si rende conto che sono tutt’altro che banali. Però c’era questa sfiducia iniziale.
Oggi è di moda il protagonismo. Il raccontare ed il raccontarsi non è più di moda e la comunicazione odierna avviene soprattutto tra pochi intimi e non in un contesto collettivo. Un secondo elemento che abbiamo notato è stato l’assoluta incapacità di ascolto. L’ascolto è fondamentale, senza ascolto non c’è comunicazione, non c’è scambio. E’ stato necessario e per farlo abbiamo utilizzato strumenti come brani musicali, piccoli racconti, brevi poesie attivare l’attenzione reciproca. Nei bambini invece ci ha colpito una gran voglia di raccontare repressa, perché non si dedica nella scuola molto tempo al racconto. A scuola si ascolta, si è passivi, anche lì con poca attenzione. Quando noi davamo dei piccoli stimoli del tipo “cosa è successo quando sono nato, cosa mi raccontano i miei di quel giorno” in quel momento i bambini diventavano protagonisti e cominciavamo a parlare».
Il cerchio narrativo è uno strumento per imparare a comunicare quindi?
Raffaelli: «Certo. Le parole servono per comunicare. Oggi viviamo in un contesto di svalutazione della parola, che può servire per vendere, per ingannare e quant’altro, ma nell’esperienza del cerchio narrativo le parole servono solo per comunicare. E questo valore non si trova facilmente nella vita quotidiana, perché solo all’amico racconti la tua storia.
La società di oggi va verso una disgregazione ed i soggetti deboli sono quelli che soffrono di più. Penso ai malati psichici, ai carcerati, ma anche agli anziani. Non solo. Gli anziani sono una miniera di esperienza, sono ricchi di vita vissuta, ma purtroppo i primi a non rendersene conto sono proprio loro. Il cerchio narrativo è stato anche uno strumento di rivalutazione della loro autostima».
Perché il titolo “Nottetempo”?
Casagrande: «Il titolo lo abbiamo ricavato dalla storia di un anziano, che ci raccontava di un ex-pescatore di un paesino della Calabria dove lui viveva, che ora era diventato una sorta di capopopolo, stimato da tutti gli abitanti del paese. La sera si ritrovavano tutti in un certo posto e quest’uomo raccontava le sue storie. L’anziano non si ricordava più cosa raccontasse l’ex-pescatore però ricordava il momento «nottetempo», parola dotta, che non si usa più, ma che in lui evocava questa atmosfera di incontro e di narrazione che può essere paragonata al filò nelle stalle dei contadini».

Alto Adige 27-11-09

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venerdì, 27 novembre 2009

I cecchini del Lagazuoi

 Si parlerà dei cecchini del Lagazuoi durante la serata odierna organizzata dal Centro culturale San Giacomo 82. Inizio alle 20.30; il relatore Bruno Zampedri proporrà anche un filmato a carattere storico sulla prima guerra mondiale in montagna.



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venerdì, 27 novembre 2009


Distretto, la protesta degli anziani in fila «Lasciati al freddo»


distretto


 LAIVES. Con l’arrivo del freddo si ripresenta il problema delle attese mattutine all’esterno del Distretto sociosanitario di via Innerhofer. A lamentarsi sono gli anziani che di mattina si recano il prima possibile al Distretto per non dovere poi fare la fila davanti agli ambulatori: «Il Distretto apre alle 7.30 ma potrebbero aprire almeno la sala d’aspetto alle 7 per non lasciarci al freddo», dicono.
  «Già ci è voluto del tempo affinché capissero che nel minuscolo portichetto davanti all’ingresso era opportuna installare una panchina piuttosto che il portabici che c’era - spiega Livio Schiffo, uno dei pensionati che si recano spesso al distretto per le visite -, perché altrimenti bisognava attendere in piedi oppure sedersi sulle gelide panchine di pietra nel piazzale antistante». Adesso però che le temperature sono sempre più rigide, prosegue, «fare la fila fuori dalla porta diventa una vera tortura per noi e quindi sarebbe auspicabile che quando alle 7 arriva il personale potessimo entrare tutti quanti e intanto prendere con calma il numero con la prenotazione. Invece capita che dopo l’attesa all’esterno, appena apre la porta tutti si precipitino dentro verso l’emettitrice dei numeri e noi che abbiamo problemi di deambulazione regolarmente arriviamo in coda, con la conseguenza che i tempi di attesa si allungano ulteriormente. Almeno chiediamo che si possa attendere al caldo».
 Come detto il problema non è di oggi e quando è stato sollevato anche negli anni passati i responsabili del Distretto hanno risposto che non si poteva aprire prima dell’orario previsto perché poi la gente iniziava a girovagare per i piani. Questo problema comunque potrebbe essere risolto facilmente con le transenne mobili, come ci sono ad esempio in Municipio, dando modo agli anziani di entrare al caldo e nel frattempo poter anche prendere comodamente il numero, spostando l’emettitrice al piano terra dell’edificio. «Sarebbero piccoli accorgimenti che non costano nulla - conclude Schiffo - e che ci aiuterebbero. Attendere mezz’ora all’aperto, di prima mattina, diventa una sofferenza a causa del freddo e poi succede che ci sia la corsa a conquistare i primi posti». (b.c.)


Alto Adige 27-11-09



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categoria:sociale
venerdì, 27 novembre 2009


Come avvicinarsi ai figli piccoli ricorrendo anche al gioco




LAIVES. Per il secondo anno consecutivo, a cura del distretto sociale di Laives, Bronzolo e Vadena e del consultorio «Kolbe» di Laives, con il contributo della Provincia, si ripete il percorso «Genitori in gioco», una iniziativa sul tema della genitorialità. Il ciclo si propone di offrire ai genitori di bambini da 0 a 6 anni d’età un progetto che li aiuti ad attivare le loro risorse educative e a imparare un linguaggio comune che li avvicini maggiormente ai figli. Alcune serate sono condotte dalla psicologa Ilaria Nasti, mentre altre prevedono la presenza di esperti (Michela Balestra e Filippo Liberale) e anche dell’attore e mimo Emilio Frattini. (b.c.)

Alto Adige 27--11-09

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venerdì, 27 novembre 2009


Per musei, sotto le stelle



Oggi la “lunga notte” con eventi e visite gratuite


BOLZANO. Ci siamo, e ancora una volta, come pochi anni fa, l’evento si abbina a un clima tipicamente invernale, più che autunnale, come quello che abbiamo avuto ieri... Ci siamo allora, è di nuovo la serata d’appuntamento con la lunga notte dei musei di Bolzano, l’affascinante manifestazione, realizzata grazie al sostegno dalla Fondazione Cassa di Risparmio, giunta oggi all’ottava edizione, nella quale sette musei del capoluogo altoatesino tengono aperte gratuitamente le loro porte ai visitatori fino a notte inoltrata. E dunque oggi si parte alle ore 17 per andare poi avanti fino all’una della notte. Otto ore ininterrotte di programma con musica, rappresentazioni, installazioni e possibilità di visitare le mostre temporanee, tra uno spuntino e l’altro. Ma anche giochi, laboratori e visite guidate pensate per i bambini, perché la lunga notte dei musei di Bolzano non è solo per i nottambuli: fino alle ore 20 protagoniste sono infatti le famiglie, con una serie di iniziative ideate su misura.
 I sette musei che aderiscono all’evento sono: Castel Roncolo, il Museo Civico di via Cassa di Risparmio, il Museo archeologico di via Museo, il Museo della scuola di via Cassa di Risparmio, il Museion di via Dante, il Museo Mercantile di via Portici o via Argentieri e il Museo di scienze naturali di via Bottai. Vediamo allora i singoli programmi di questi “musei sotto le stelle” ricordando che l’ingresso a tutti gli eventi è libero e ci sarà un servizio di bus navetta gratuito che collegherà i sette musei partecipanti con fermate al Museo di scienze, piazza Walther, Museion, Museo archeologico e Castel Roncolo.
CASTEL RONCOLO  Figuranti in abiti medievali mostrano la vita quotidiana nel maniero, con particolare attenzione alla lavorazione della lana, del lino e della seta. Punto centrale della serata, la guida speciale di mezzanotte “Gli abiti dei borghesi e dei cavalieri”, che presenterà sotto una luce del tutto nuova i famosi affreschi del castello.
MUSEO CIVICO  Serie di visite guidate alla mostra temporanea “Conflitti e contrasti 1790 - 1830”. Dalle ore 17 alle 20 le visite sono pensate per i bambini, mentre tra le 21 e le 23 conducono il pubblico attraverso l’esposizione i due curatori della mostra, Josef Nössing e Stefan Demetz. Il Museo Civico presenta inoltre per la prima volta uno dei suoi tesori nascosti: la “Madonna col bambino e due santi” dell’artista altoatesino Peter Fellin, opera pittorica di notevoli dimensioni finora mai esposta al pubblico.
MUSEO ARCHEOLOGICO  Celti, Romani e Germani fanno ritorno dal passato occupando i quattro piani dell’edificio. E’ così possibile mischiarsi ai personaggi, ascoltarne le conversazioni e ammirarne la destrezza mentre svolgono le loro occupazioni quotidiane. Il gruppo teatrale “Stamm Alauni”, specializzato in rievocazioni storiche, va in scena su palcoscenici molto speciali, mentre la musica celtica dei “Burning Mind” e un buffet di bocconcini nordici e mediterranei deliziano palato e orecchie.
MUSEO DELLA SCUOLA  Qui i bambini possono seguire un laboratorio di calligrafia per imparare l’arte della bella scrittura, dalle ore 17 alle 20. Sempre dalle 17 ma fino alle 18.30 è in programma la proiezione di spezzoni di film italiani dedicati al mondo della scuola. Dalle 20 è aperta al pubblico l’esposizione permanente del museo integrata da una piccola mostra temporanea dedicata alle pagelle scolastiche e ai sistemi di valutazione.
MUSEION  “Quando l’arte stuzzica il quotidiano” è il motto che definisce trasversalmente le tre mostre attualmente allestite al Museion, il museo d’arte moderna: le installazioni di Monica Bonvicini, Brigitte Niedermair con i ritratti fotografici di Madame Hirsch e New Entries!. Dalle 17 alle 21 un laboratorio per bambini insegna ai piccoli partecipanti a ricavare delle opere d’arte dagli oggetti d’uso comune. Dalle 22.30 la nottata si chiude all’insegna della musica da ballo, con dj Antonio Lampis in consolle al Museion Underground. Sorpresa della serata: una performance dei Kraxentrouga.
MUSEO MERCANTILE  Qui, con ingresso anche dai Portici è visibile l’attuale mostra temporanea “Cläry. Liberty a Bolzano”, che espone le più significative opere dei grandi maestri del Liberty bolzanino a cavallo tra XIX e XX secolo. Manifesti, mobili e oggetti quotidiani offrono uno spaccato della vita dell’epoca. Per i più piccoli tra le 17 e le 20 è previsto un gioco, con un premio per tutti coloro che riusciranno a vestire in modo adeguato al XIX secolo un coetaneo.
MUSEO DI SCIENZE  Qui si possono scoprire i segreti delle mostre temporanee “Evolution” e “Anni luce”. Ai bambini dalle 17 è offerto un workshop per imparare a suonare le percussioni con Max Castlunger, che dalle 20 alla chiusura guiderà il suo gruppo “Play” alla ricerca del connubio tra diverse culture musicali. Il tutto degustando diverse varietà di mela Alto Adige Igp.

Alto Adige 27-11-09

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categoria:arte, comune di bolzano
venerdì, 27 novembre 2009


Domani la colletta alimentare in Alto Adige





BOLZANO. Anche in Trentino Alto Adige domani si terrà la 13/a Giornata nazionale della colletta alimentare organizzata dalla Fondazione Banco Alimentare, in collaborazione con l’Ana, la Società San Vincenzo De Paoli, la Cco-Opere Sociali e Poste Italiane. L’iniziativa si svolgerà in 250 punti vendita, l’elenco dei quali sarà aggiornato sul sito www.bancoalimentare.it.

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categoria:sociale
venerdì, 27 novembre 2009


«CasaClima, certificazione troppo cara»




BOLZANO. Chiedere 660 euro per la certificazione CasaClima è eccessivo. Lo afferma il Centro tutela consumtori utenti, che punta il dito contro l’Agenzia che rilascia le certificazioni: «Risulta incomprensibile come un’agenzia di emanazioni pubblica - si legge in una nota - e completamente in mano alla Provincia, che di per sè dovrebbe lavorare senza finalità di lucro, possa richiedere al consumatore una somma così elevata. Uno studio tecnico richiede per l’intera procedura - un’attività ben più ampia e consistente - circa 700 euro».
 «Un altro aspetto che i consumatori hanno lamentato - si legge ancora - riguarda gli oneri burocratici connessi alla certificazione di un edificio preesistente. Oggi è necessario digitalizzare tutte le mappe, con un ingente onere economico a carico delle famiglie».

Alto Adige 27-11-09

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categoria:provincia di bolzano, ecoenergia
venerdì, 27 novembre 2009


BILINGUISMO Patentino illegale ma anche inaffidabile



 Sto seguendo con interesse il dibattito sul bilinguismo dopo lo studio dell’Eurac. Nei commenti non trovo riferimenti a quello che ritengo il risultato più importante dello studio: il patentino è un esame inaffidabile.
 L’Unione europea e la giustizia europea hanno già detto che il patentino è illegale, tanto che è stata iniziata una procedura di infrazione contro l’Italia perché in Alto Adige si continua a usare il patentino e a non riconoscere il quadro europeo di riferimento (A1-A2-B1-B2 eccetera). Questo significa dunque che quando sarà riconosciuto il quadro europeo il patentino sarà usato molto meno. Io non ne sentirò la mancanza.
 Adesso arriva questo studio, secondo il quale gli studenti hanno ottenuto risultati molto diversi nel patentino rispetto all’esame del quadro europeo. Essendo il quadro europeo di riferimento il valore riconosciuto in tutta Europa per la conoscenza delle lingue, se un altro esame dà risultati diversi il problema lo ha questo secondo esame, non certo il quadro. Il patentino dunque non solo è illegale, ma anche inaffidabile dal punto di vista didattico. Secondo me questa è la vera novità dello studio dell’Eurac.
Sara Carati

Alto Adige 27-11-09
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giovedì, 26 novembre 2009



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categoria:centro cult s giacomo 82
giovedì, 26 novembre 2009


«Promesse non mantenute a San Giacomo»


promesse volatili


Assemblea del Comitato di San Giacomo: c’è delusione «Aspettiamo ancora il vigile di quartiere e l’area verde»


LAIVES. «Promesse tante per la nostra frazione, ma in realtà poco è stato realizzato». Le promesse, hanno spiegato Lorenzo Merlini e Alessandro Cosi, due esponenti del comitato di San Giacomo, languono in qualche cassetto dell’amministrazione comunale «e stiamo sempre aspettando ad esempio il vigile di quartiere, l’area per i cani, l’area verde al posto di quella prevista a suo tempo in zona Mottironi e il prolungamento della linea 10 della Sasa fino a San Giacomo, per agevolare così coloro che debbono raggiungere l’ospedale». Il clima, l’altra sera in occasione di una riunione pubblica a San Giacomo, era insomma di sostanziale delusione, ma non di scoramento. «Ci costituiremo in un comitato ufficiale - hanno detto Cosi e Merlini esortando tutti ad aderire - e ci muoveremo come ha fatto ad esempio il comitato di Pineta, che ha ottenuto successi».
 Durante al serata sono anche stati illustrati i risultati di un rilevamento del traffico fatto dallo stesso comitato in giugno, dove risulta che un buon 60% del traffico in transito dentro San Giacomo è «inutile» e quindi dovrebbe imboccare invece la galleria della variante. «Chiediamo più partecipazione nelle scelte che ci riguardano», hanno detto i presenti.
 Si è parlato un po’ di tutto durante l’assemblea e c’è anche la richiesta al Comune di rifare le misurazioni relative ai transiti veicolari «non durante le feste o in estate con le scuole chiuse comunque, perché non sarebbero veritiere». Tra le richieste anche il completamento verso sud della ciclabile fino a Pineta e poi il completamento della galleria della variante verso Campiglio a Bolzano, la fermata dei treni regionali, migliore segnaletica stradale a nord per indicare la variante a coloro che sono diretti verso sud così come presso la rotatoria in zona industriale a Bolzano per evitare ingorghi in galleria. (b.c.)


Alto Adige 26-11-09

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categoria:san giacomo oggi
giovedì, 26 novembre 2009


Asilo a rischio stop «La Provincia pronta a venire in aiuto»


asili a rischio


 LAIVES. La Provincia è pronta a intervenire per fare sopravvivere l’asilo nido interaziendale alla Röchling - mentre è molto più complesso un aiuto da parte del Comune - ma bisognerebbe capire bene quali motivi hanno provocato il crollo di iscritti e il conseguente rischio di chiusura. Il giorno dopo la notizia del possibile stop del servizio, sono molte le reazioni da parte di tecnici e politici. In effetti oggi i bimbi iscritti sono sei, e altri sei potrebbero arrivare da Ora, ma si tratta di una cifra troppo bassa per tenere in piedi il servizio: e se le cose non cambiano, col 31 dicembre si scriverà la parola fine per quello che è stato il primo esempio di microstruttura interaziendale in provincia (insieme alla Fiera di Bolzano e a un’iniziativa simile a Bressanone). Barbara Repetto, assessora provinciale al lavoro, dice che la Provincia «farà il possibile» per fare proseguire il servizio: «Quell’asilo ha già ottenuto contributi da parte nostra, lo abbiamo seguito fin dall’inizio e teniamo moltissimo a che continui nel servizio che offre, per permettere di conciliare lavoro e vita familiare - afferma -. In Alto Adige abbiamo una percentuale di posti-bambino nella fascia 0-3 anni molto inferiore a quanto indicato dagli obiettivi di Lisbona, è chiaro che la nostra volontà è proseguire e semmai ampliare questi servizi, tanto che nella legge omnibus che giungerà in consiglio c’è un articolo che prevede un incremento dei nostri contributi. Il problema semmai è capire cosa sia successo e perché ci sia stato questo calo di iscritti».
 Secondo Maurizio Albrigo, segretario della Femca-Cisl, le ragioni sono molteplici: «Credo che ci sia innanzi tutto un problema di liquidità da parte delle aziende: questo servizio prevede una compartecipazione alla spesa anche da parte dei datori di lavoro e fin dall’inizio le imprese non avevano visto di buon occhio questo ulteriore esborso. Inoltre penso che la cassa integrazione che ha colpito molte aziende abbia lasciato a casa anche tante mamme giovani, lasciandole senza i mezzi per pagarsi la microstruttura».
 Il sindacato ha chiesto l’intervento sia della Provincia che dei Comuni, ma per questi ultimi le difficoltà non mancano. Lo dice senza giri di parole Giovanni Polonioli, il sindaco di Laives: «Quando questa iniziativa è partita - sostiene - eravamo molto contenti e lo saremmo ovviamente se continuasse. Ma per un Comune come il nostro fare una convenzione per un asilo nido costa tra i 70 e i 100 mila euro l’anno, una cifra assolutamente fuori dal nostro budget: tanto che dobbiamo rimandare anche l’apertura della microstruttura che abbiamo programmato a Pineta. Inoltre il nostro obiettivo è fare nascere nidi sulla direttiva Laives-Bolzano, dove si muovono la maggioranza delle famiglie. Ne abbiamo aperto uno a S. Giacomo e appunto ne apriremo uno a Pineta». Sul calo di iscrizioni in zona industriale, la spiegazione di Polonioli è che «in parte dipende dal Comune di Vadena, che prima mandava lì i bambini ma ora ha aperto un nido in paese». (m.r.)

Alto Adige 26-11-09

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categoria:comune di laives, provincia di bolzano
giovedì, 26 novembre 2009


Piano del traffico, si parte dai parcheggi. C’è l’ipotesi della prima mezz’ora gratis


1/2 ora gratis ?


BRUNO CANALI



 LAIVES. Il piano generale della viabilità redatto dall’ingegner Stefano Ciurnelli è pronto da tempo ma solo l’altra sera, finalmente, un gruppo di lavoro composto da rappresentanti del consiglio comunale ha iniziato ad analizzarlo. Il vicesindaco ha promesso che entro fine anno porterà in aula almeno la parte che riguarda i parcheggi e questo anche a seguito delle polemiche per l’introduzione di nuovi spazi a pagamento. Martedì dovrebbero già approdare in commissione le proposte per un piano dei parcheggi, e quindi, entro fine dicembre, anche in consiglio comunale per l’approvazione definitiva.
 Sinteticamente l’orientamento sarebbe quello di mantenere i parcheggi a pagamento che ci sono in centro e lungo via Kennedy, magari introducendo il sistema come in altri Comuni nei quali la prima mezz’ora è gratis e questo per favorire la rotazione dei posti. Per quanto riguarda poi il nuovo parcheggio pubblico in via Sottomonte, metà sarebbe libero e metà a pagamento con identico sistema.
 Il resto del piano generale della viabilità è rappresentato dalle ipotesi di interventi che l’ingegner Ciurnelli propone per cercare di migliorare la situazione del traffico nei centri abitati. Queste soluzioni ad ogni modo sono subordinate in buona parte al completamento della variante in galleria fino alla periferia sud di Laives perché solo allora sarà possibile mettere mano anche alle altre strade interne. Intanto si farebbero solo gli interventi che non modificano l’attualità.
 Nel piano ci sono anche proposte che faranno molto discutere: il tecnico ad esempio vedrebbe favorevolmente la via Nazario Sauro a senso unico in direzione verso valle e poi varie rotatorie ai principali incroci. Altra ipotesi sarebbe quella di aprire in entrambi i sensi di marcia la via Damiano Chiesa oggi sbarrata a metà, mentre via Noldin diventerebbe senso unico dalla Crosara in giù.

Alto Adige 26-11-09

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categoria:comune di laives
giovedì, 26 novembre 2009


Il «muro» del patentino «Basta con le divisioni tra i gruppi linguistici»


Alex Langer, leader politico europeo (scomparso nel 1995) che più di tutti ha portato avanti il superamento delle “gabbie etniche” in Sud-Tirolo


BOLZANO. Lo studio dell’Eurac sulla conoscenza del tedesco tra gli studenti italiani è stato impietoso: solo il 31% dei ragazzi di quarta superiore avrebbe superato la prova di bilinguismo. Un dato che è in linea con i risultati «reali», visto che nel 2008 solo il 32,5% degli iscritti all’esame per il patentino B è stato promosso. Soluzioni? «Serve un maggior contatto tra i gruppi linguistici, perché così i ragazzi sono più motivati nell’apprendimento», dice la curatrice dello studio Chiara Vettori. La pensano allo stesso modo anche molti partiti, con i Verdi che tornano a ribadire che «i tempi per la scuola bilingue sono ormai maturi».
 L’Eurac ha simulato un esame che equivale al patentino di livello A e B. Al test hanno partecipato 1.200 studenti di quarta superiore, ma solo il 31% avrebbe superato l’esame (il 61% sarebbe stato bocciato, col restante 8% “al limite”). «Il nostro studio - spiega la ricercatrice Chiara Vettori - ha chiaramente evidenziato che la vera motivazione che smuove coscienze e lingua dei ragazzi non è l’ottenimento del patentino, ma il contatto con “l’altro” di lingua tedesca».
 Più contatti tra i diversi gruppi linguistici, dunque. I Verdi lo chiedono attraverso la scuola bilingue: «La divisione etnica - afferma la portavoce provinciale Brigitte Foppa - è un’ipoteca sull’apprendimento delle lingue. Mondi scolastici e sociali separati non formano cittadini bilingui. Gli altoatesini che hanno le migliori competenze linguistiche sono quelli che nascono dai matrimoni misti. Sono loro la dimostrazione vivente che ci comprendiamo meglio se ci conosciamo da vicino. E che separandoci, invece, come per molti anni affermava il diktat politico e culturale della Svp, non ci capiremo mai».
 Arriva a conclusioni simili anche Max Berloffa, consigliere comunale del Pdl a Bolzano: «I risultati che emergono dallo studio dell’Eurac non sono altro che il risultato di decenni di politica tesa a separare i due gruppi linguistici fin dai primi anni di frequentazione della scuola dell’obbligo. Urge un cambio di mentalità. È fondamentale riuscire a creare nei giovani le giuste motivazioni per l’apprendimento della seconda lingua. L’unico obiettivo non può essere l’ottenimento del patentino, la conoscenza dell’altra lingua dovrebbe invece essere vista come un’opportunità unica di conoscenza, di scambio e di integrazione. Solo creando contatti a più livelli e in diverse occasioni si offre ai giovani l’opportunità di apprendere più facilmente la seconda lingua e di conoscere meglio l’altro gruppo etnico. Credo che tra i giovani ci sia la disponibilità e la volontà di scavalcare queste barricate, ma credo con altrettanta convinzione che sia compito della politica abbattere queste mura».
 Il vicepresidente del consiglio provinciale Mauro Minniti si pone invece il problema dell’inserimento lavorativo: «Le sessioni d’esame del patentino devono essere svolte più spesso. L’attesa attuale di oltre sei mesi per sottoporsi all’esame del patentino “B” è estremamente penalizzante per chi cerca lavoro. Questo dà luogo ad un grave pregiudizio sull’ottenimento di un’occupazione per la quale sia necessario l’attestato di superamento della prova di bilinguismo». Sull’argomento Minniti ha presentato un’interrogazione.
 Interviene anche l’Union: «Bisogna migliorare l’apprendimento della prima lingua, che non può andare a scapito di quello di una lingua straniera».


Alto Adige 26-11-09

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categoria:giovani
giovedì, 26 novembre 2009


Riparte la democrazia diretta




 BOLZANO. Un mese dopo il fallimento del referendum, l’Iniziativa per più democrazia annuncia le prossime mosse. Avere sfiorato il quorum è un risultato importante, sottolinea Stephan Lausch e la battaglia sulla democrazia diretta non viene archiviata. Tornano le polemiche sul ruolo di Svp e media nell’avere provocato l’astensionismo decisivo degli italiani: «Stiamo valutando azioni legali». Ma i timori del gruppo italiano non possono essere ignorati, ammette Lausch, e le nuove proposte dell’Iniziativa punteranno alla riduzione del quorum del 40% a fronte di clausole di garanzia per i gruppi: «Non volevamo introdurre un elemento etnico nel nostro disegno di legge, abbiamo preferito puntare sulla fiducia negli elettori, ma la nuova proposta terrà conto dei timori emersi». La Svp dopo il voto aveva promesso di migliorare la legge provinciale sulla democrazia diretta. «Se la politica non darà risposte entro il marzo 2010 torneremo a rivolgerci ai cittadini». L’Obmann della Svp Richard Theiner fa sapere: «Pronti a sederci a un tavolo per discutere».

Alto Adige 26-11-09
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categoria:sociale